Lunedì 27 ottobre 2025 abbiamo avuto l’onore di ospitare Giorgio Bertasi, istruttore del settore giovanile della U.S. Cremonese, nel corso di uno speciale allenamento rivolto ai nostri gruppi Primi Calci e Pulcini.
La sua presenza è stata possibile grazie al progetto di affiliazione tecnica tra la S.S. Leoncelli e la U.S. Cremonese, una collaborazione che punta a offrire ai nostri giovani atleti momenti di formazione qualificata, stimolante e in linea con i migliori standard del calcio giovanile.
Un allenamento ricco di entusiasmo, gioco e crescita, in cui i nostri piccoli atleti hanno potuto vivere un’esperienza formativa preziosa, guidati da un tecnico che unisce competenza, passione e una straordinaria sensibilità educativa.
Quella di Giorgio Bertasi non è stata una semplice visita tecnica ma una vera lezione di calcio e di valori: ecco chi è, cosa rappresenta e perché la sua presenza ha lasciato il segno anche sul nostro campo.
Giorgio Bertasi: l’allenatore-educatore che fa crescere il vivaio della Cremonese

Dietro ogni giovane calciatore che impara a credere in sé stesso, prima ancora che nei propri piedi, spesso c’è una guida silenziosa ma presente. Alla U.S. Cremonese, una di queste figure fondamentali ha un nome preciso: Giorgio Bertasi.
Tecnico esperto e appassionato, Bertasi rappresenta una delle colonne del settore giovanile grigiorosso. Ma definirlo semplicemente “allenatore” sarebbe riduttivo. La sua è una vocazione che unisce tecnica, ascolto, empatia e capacità educativa: un profilo raro nel calcio giovanile moderno.
Un tecnico con lo sguardo rivolto alla crescita
Bertasi lavora quotidianamente con i bambini delle categorie di base, in un’età delicata in cui il calcio è ancora gioco, scoperta, entusiasmo. E proprio in questo contesto, il suo metodo si distingue: rigore tecnico senza mai perdere di vista la persona.
La sua esperienza nel mondo scolastico – è anche docente di sostegno – rafforza una sensibilità che emerge in ogni allenamento. Non si limita a “correggere” un gesto, ma costruisce fiducia, sviluppa responsabilità, educa al rispetto delle regole e del gruppo. È un allenatore che guarda al ragazzo prima che al calciatore.
Passione e presenza, in campo e fuori
Chi ha avuto modo di vederlo lavorare sul campo, parla di un tecnico attento ai dettagli, presente, mai invadente ma sempre pronto a intervenire con il consiglio giusto. Non alza la voce: usa la relazione, non l’autorità.
Ogni sessione che conduce è frutto di preparazione e di un’idea chiara di calcio formativo: non solo esercizi ma obiettivi educativi e tecnici misurabili, con progressioni studiate in base all’età e alle caratteristiche individuali dei ragazzi. Il suo approccio è coerente con le linee guida dei grandi vivai europei: centralità dell’atleta, attenzione allo sviluppo motorio e cognitivo, valorizzazione della creatività.
Un punto di riferimento silenzioso ma fondamentale
Nel progetto “Gioventù Grigiorossa”, che unisce oltre 40 società affiliate in tutto il nord Italia, Bertasi ha assunto anche il ruolo di formatore per altri tecnici, accompagnando le realtà dilettantistiche in un percorso condiviso di crescita.
Ma più che nei numeri, il suo valore emerge nei volti dei giovani calciatori che segue: bambini che imparano a passare il pallone e a rispettare il compagno; che vivono il campo come un luogo sicuro, dove possono sbagliare, riprovare, migliorare.
Allenare con valori
In un tempo in cui il calcio giovanile rischia spesso di confondere i sogni dei ragazzi con le ambizioni degli adulti, Giorgio Bertasi continua a rappresentare un modello equilibrato e solido: un tecnico formato, con valori saldi, capace di far crescere buoni calciatori e, soprattutto, buoni ragazzi.
Lo fa in silenzio, senza riflettori, ma con una dedizione che non passa inosservata a chi vive il vivaio da vicino.
Perché prima di allenare il piede, Bertasi allena lo sguardo. Insegna a vedere il gioco, il compagno, il contesto. E quel tipo di visione, nel calcio come nella vita, vale più di mille schemi.
